Avventure e disavventure di una neomamma, della sua famiglia e dei suoi amici a 4 e 2 zampe
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martedì 15 aprile 2014
GATTI E BAMBINI:L' ACCOPPIATA PERFETTA
Madame ha due gatti, anche se usare un possessivo riferito ai felini è veramente eccessivo (chi vive con loro sa cosa intendo dire). I gatti di Madame abitano sotto lo stesso tetto da cinque anni, ossia da quando lei e Mister X sono andati a vivere assieme (prima erano conviventi part time, ma questa è un'altra storia). Sono entrambi stati adottati al gattile ad un paio d'anni di distanza. Il gatto maschio è un fanfarone, paciotto e coccolone,di animo pacifico e mite. La gatta è di tutt'altra pasta: piccola, energica, scattante, selvatica e scostante. Dopo una settimana di rifiuto, il maschio l'ha accetta ed ora sono inseparabili. Trascorrono le giornate assieme, godendosi il silenzio dell'appartamento mentre Madame e il suo compagno sono fuori per lavoro. La nascita della Ciccetta li ha un tantino destabilizzati, ma poi superato l'iniziale momento di sconforto, hanno capito che non avrebbe usurpato loro il dominio indiscusso del territorio. Ora il maschio si fa trattare da zerbino, anche in senso letterale: la pupa passa ore a infilargli le ditina nelle orecchie, a palpeggiarlo, tirargli la coda, strapazzarlo di coccole con quei modi brutalmente teneri tipici di chi sta ancora prendendo confidenza con la propria forza.
La micia invece le permette di avvicinarsi solo entro un determinato raggio d'azione, poi lesta lesta sgattaiola via, salvo ricomparire all'ora dei pasti, per farsi allungare dalla nana qualche ghiotto bocconcino.
Ora la famiglia ha acquisito un nuovo ritmo mattiniero:
- ore 5,20: Mister X si alza per preparasi e andare al lavoro (nel 90% dei casi sveglia i gatti e Madame, a volte pure la Ciccetta)
- ore 5,45: i gatti cominciano a fare la loro gimcana, saltano sul letto e sul lettino, miagolano, buttano a terra le cose che ci sono sulla testata del letto, tentano insomma di far alzare Madame perchè hanno fame.
-ore 6,00: Madame cede, butta le gambe fuori dal letto e in modalità zombie raggiunge i croccantini e sfama le belve
-ore 6,03: la Ciccetta ormai desta prende il posto dei gatti e tenta con ogni mezzo convenzionale e non di far alzare la madre
-ore 6,10: ululato selvaggio e modulato del cocker, che come sempre pensa di essere un lupo
-ore 6,25: Madame riesce miracolosamente a far riaddormentare la pargola e chiude gli occhi
-ore 6,30: suona la sveglia. Madame la spegne al secondo squillo, si districa dalla figlia-polipo, dribbla i mici e comincia a preparasi
-ore 7,00: Madame si siede a fare colazione dopo la sessione di trucco e parrucco e dopo aver pulito le lettiere e sfamato il cane. In simultanea, non appena Madame posa il didietro sulla sedia, la Ciccetta chiama "Mammmaaaa"
- ore 7,02: Madame esce dalla camera con la Ciccetta in modalità cozza, le prepara la colazione tentando di nascondere le banane (la Ciccetta è la reincarnazione di una scimmia, mangerebbe solo banane e se le vede sono guai)
-ore 7,10: colazione insieme, poi Madame lascia la bimba e il suo biberon e va a fare il letto e pulire il bagno
-ore 7,20: Madame tenta di lavare e vestire la pupa ancora in modalità cozza;
-ore 7,25: arrivo di una delle due nonne a prendersi la nipotina
-ore 7,27: fuori di casa e via al lavoro
Questa in sintesi la scaletta, che può subire variazioni quando:
- la Ciccetta si sveglia alle 5,00 e quindi tutti si alzano
- i gatti vogliono giocare e il loro campo da gioco preferito (manco a dirlo) è il letto
-la Ciccetta si sveglia e vuole giocare con i gatti. In questo caso è un delirio e Madame è davvero contenta di andare al lavoro per riposare un pò.
lunedì 14 aprile 2014
DI SERE...NEREEEEEE
Howdy! Oggi Madame si sente molto internazionale e con la canzone di Tiziano Ferro in testa (non si sa come mai, visto che non è tra ciò che ascolta normalmente).
Madame è contentissima per i complimenti che ha ricevuto per la cena organizzata sabato sera con una sua amica dotata di marito e nani di età compresa tra un anno e tre. Si trattava di una vera sfida per lei, ossia tornare ai fornelli a cucinare ( e non a riscaldare o cuocere dei piatti già pronti) dalla nascita della pupa. Dopo un'intera settimana a ideare un menù che potesse accontentare sia grandi che piccoli e un intero pomeriggio passato ad allestire il tutto, ciò che ne è risultato l'ha ringalluzzita non poco e questo basta a farl pensare già di invitare altri amici, proprio come ai tempi ante-Ciccetta. Il menù e l'impiattamento sono stati perfetti, la tavola apparecchiata con cura, gli ospiti favolosi e delle vere buone forchette, soprattutto i bambini. La Ciccetta invece come sempre ha arricciato il suo nasino alla francese e ha deciso di "assaggiare solo un boccone se no ingrasso e con la prova costume in vista...". La tribù ha poi invaso la casa, spargendo giochi e balocchi in ogni angolo di ogni singola stanza, bagno compreso, mentre i grandi si dedicavano a passatempi più seri (= giocare alla X-box e dedicarsi al libero pettegolezzo).A fine serata erano tutti sfatti ma felici.
E' stata una faticaccia, ma ne è valsa la pena! Soprattutto per quei due bocconi ingoiati dalla Ciccetta che ha esclamato felice: "Mamma, mmmmmmm!"
Se volete sapere cosa abbiamo mangiato o dare i vostri suggerimenti, non esitate a lasciare qui i vostri commenti!
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martedì 8 aprile 2014
UNA TRANQUILLA DOMENICA
Madame Zazà è seduta alla sua scrivania e pensa che a volte i detti comuni hanno un fondamento di verità. Prima di avere la Ciccetta, non pensava che quando le sue conoscenti affermavano che i figli ti riempiono la vita fosse vero anche in senso letterale. Poi la dura realtà l'ha fatta ricredere.
Domenica scorsa sono andati in gita ai Laghi di Carcana perchè Mister X voleva cimentarsi nella sua nuova passione: la pesca. Già è stato divertente vederlo all'opera, con la sua canna presa al Decathlon a € 10 mentre gli altri pescatori sfoggiavano canne professionali. A Madame il posto è piaciuto molto, soprattutto perchè è un luogo d'incontro molto internazionale: gente dell'Est Europa, gente dell'America Latina, qualche italiano qua e là. Un crogiuolo di lingue e di culture, che si rispecchiano anche nei diversi modi di relazionarsi dei gruppi familiari e perfino nei cibi che stavano cuocendo sulle griglie all'aperto. Madame e Mister X si sono sentiti a casa, visto che anche dove vivono loro la situazione è la stessa. Il pescator dell'onda si è messo subito all'opera e grazie alla proverbiale fortuna del principiante qualche trotarella l'ha pure pescata. Nel frattempo Madame si è sobbarcata l'onere e l'onore di stare con sua figlia, che si è lanciata in esplorazioni di lago e dintorni, con assaggi di erba, fiori e cortecce varie. Il sole era caldissimo e Madame sperava ardentemente che la pupa si stancasse e dormisse un pò, giusto quel tanto per permetterle di stendersi e leggere un libro. Ovviamente questo non è accaduto. La nana è andata avanti a giocare instancabile per tutta la giornata, a mala pena fermandosi per mangiare e bere (che, si sa, con il sole e il caldo bisogna tenere i bambini idratati). Mr X, calato ormai nei panni del pescatore, si è scordato di essere padre. A fine giornata Madame era accaldata, scarmigliata e molto stanca, nonchè un filino infastidita dal beato menefreghismo maschile. L'apice è stato raggiunto quando Mr.X in macchina sulla strada del ritorno ha affermato placido: "Che giornata rilassante! Sono stanco ma soddisfatto, la bimba si è divertita e tu ti sei riposata". Madame ha soppresso l'istinto di far accostare l'automobile e abbandonare il coniuge in autostrada.
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martedì 1 aprile 2014
ORDINARIA FOLLIA
Oggi Madame Za-zà è sfatta, distrutta, stanchissima. Reduce da una giornata di ordinaria follia causa arrivo a sorpresa dei nonni da un viaggio in Medio Oriente.
La coppia di "baldi giovani" sarebbe dovuta arrivare il prossimo fine settimana e invece...Sorpresa! I due viaggiatori hanno invaso il nido di Madame dalla mattina fino a sera inoltrata, portando come Babbo Natale e la Befana un sacco di doni per tutti. La Ciccetta, con sommo stupore di mamma e papà, si ricordava ancora dei girovaghi e non appena li ha visti si è esibita in tutto il repertorio di "bambina per bene" che riserva agli abituali frequentatori della casa. Per cui ha sparato in rapida successione baci baci con la mano, carezze gentili (a noi invece riserva degli sberloni che neanche Bud Spencer e Terence Hill), baci sulla guancia con relativa leccatina; poi è partita con bau-bau-bau e micio-micio, chiamando cane e gatto. Infine, non contenta, si è infilata la borsa sul braccio e scadendo "ciao ciao" ha cominciato a marciare per il soggiorno. Il tutto tra l'estasi dei nonni (c'è forse bisogno di dirlo?). Ligia al programma che si era prefissata, Madame, coadiuvata dalla non richiesta presenza della nonna,ha svestito la bambina e l'ha portata a fare il bagnetto, delegando a Mister X la preparazione della cena.La Ciccetta ha deciso che voleva giocare in piedi nella vasca e mostrare alla nonna come si facevano gli schizzi con mani e piedi, con conseguente allagamento di mamma, nonna e bagno. Madame recupera a fatica la figlia ormai completamente iper eccitata. Seguono massaggio con olio di argan portato appositamente dal Marocco (evidentemente quello di mandorle comperato abitualmente in erboristeria non va bene per la tenera pelle della pupa) e vari tentativi di infilare la nana ormai viscida come un'anguilla nel suo pigiamino. Mister X sforna una teglia di lasagne fumanti (alle 20,30 di sera?!) e la Ciccetta viene messa sul suo seggiolino per il pasto frugale. La nonna si siede alla sua destra e il nonno alla sua sinistra. Madame informa gli ospiti che oramai la bimba vuole mangiare da sola con le sue proprie manine e di non spostarle il piatto. I nonni annuiscono salvo poi infischiarsene beatamente. La nonna mima l'aereoplanino scandendo ad alta voce (che poi la Ciccetta ha un udito perfetto, grazie, e noi vorremmo conservarlo tale): "APRI LA BOCCHINAAAA CHE ARRIVA L'AEROPLANINOOOO". La pupa guarda la nonna e poi da in escandescenze. Lancia un urlo belluino, scaglia il cucchiaio con le lasagne a terra, afferra il piatto e rovescia il contenuto un pò dappertutto. Anche il bicchiere d'acqua fa la stessa fine. Mister x (sant'uomo!) riesce a calmare la figlioletta e ad arginare il disatro. Lei, dal canto suo, prosegue mangiando con le mani le lasagne dal piatto del nonno e sorride soddisfatta dall'alto del suo trono. Ormai seriamente provata, Madame chiede cortesemente ai commensali di fare attenzione che la pargola non si sporchi il resto del corpo con le mani impiastricciate. Parole al vento: dieci secondi dopo la Ciccetta si passa le mani su faccia testa e pigiama, sporcandosi tutta. Poi rutta soddisfatta, tra i gridolini gioiosi dei nonni. "Guarda, si è sporcata tutta!" (Ma dai, come ho fatto a non vedere il pezzo di lasagna a mò di copricapo sulla testa pelata della bimba!). Segue lotta di sguardi tra i due coniugi, con sottotitoli facilmente immaginabili. Madame, sempre tallonata dall'iseparabile nonna, pulisce e cambia la Ciccetta, che nel frattempo tenta di chiamare gatti, cane e papà. Si ritorna in sala, per la classica seduta "i racconti di viaggio". Madame stira le labbra in sorrisi di circostanza, tentando di arginare il calo della palpebra. Nel frattempo la pupa gioca con il nonno. In un attimo di silenzio, ne approfitta per mettersi accucciata, in "posizione turca", sguardo vacuo e pomelle rosse. "Cosa sta facendo?" chiede il nonno. Presto detto: sgancia una bomba atomica che appesta tutta la stanza. Tra i vapori pestilenziali, Mister X afferra la figlia e con sua madre (ma dai, non l'avrei mai detto) cambia il pannolino e ripulisce la bimba. La Ciccetta torna e comincia a fare il pagliaccio ballando e correndo per la stanza. Sono ormai le dieci e mezza e la soglia di sopportazione di Madame sta raggiungendo il limite.A velocità sorprendente, prepara un biberon con latte tiepido per tentare di calmare la figlia che è ormai fuori controllo. Indovinate chi le da il biberon? La nonna ovviamente. La Ciccetta ciuccia ciuccia ciuccia ingordamente e quattro secondi dopo rigetta l'intero contenuto dello stomaco su nonna e pavimento. Tiè! ghigna soddisfatta Madame. Son soddisfazioni, eh, piccole ma sempre soddisfazioni. I nonni finalmente toglono il disturbo (sono le 23,30 e qualcuno l'indomani lavora). Mister X ripulisce la stanza (il divano è miracolosamente illeso) e Madame cambia di nuovo la figlia. La famiglia si addormenterà alle 2,30 quando la Ciccetta iper eccitata avrà smaltito tutta l'energia in eccesso.
venerdì 28 marzo 2014
NOMI E SOPRANNOMI
Il post è nato spontaneo, si può dire. Tutto ha inizio quando stamattina mentre veniva al lavoro Madame ha letto un annuncio mortuario appiccicato al muro. "E' mancata all'affetto dei suoi cari Maria Alberti (Dina)". Allora, come fa una che all'anagrafe è Maria a venire comunemente chiamata Dina? Non è neanche un diminuitivo.
Siccome la mattina presto i neuroni di Madame amano percorrere sentieri poco battuti, ecco che mentre è al volante le sovviene di pensare a sua figlia. Ovviamente spera di non dover mai vedere un annuncio del genere. Ma le scoccerebbe alquanto se al posto di quel "(Dina)" ci fosse scritto "(La Ciccetta)". Ora poi chi vede la Ciccetta non può nenache immaginare per quale motivo i suoi due squilibrati genitori la chiamino con quel soprannome che tanto lusinghiero poi non è.Infatti la povera bimba non ha neppure un filo di ciccia addosso. E quindi? Accadde tutto durante una visita medica. La Ciccetta si era fatta un nonnulla ma i genitori, spinti dai nonni (perchè quando si è nonni si diventa iper super apprensivi) per sicurezza si spararono un bel pomeriggio in pronto soccorso.Durante il controllo, la pediatra di turno nel visitare la piccola esordì dicendo :" Su bellissima, fammi vedere la tua bella ciccetta. Ma qui non c'è nulla, neanche un filino di pancia. E il bogino (che sarebbe il pancino) dov'è?". Da lì il soprannome le è rimasto appiccicato addosso, come un francobollo, quasi un marchio indelebile. Abbiamo provato a chiamarla in qualche altro modo, ma Cucciola, Scricciola, Passerotto non le si addicono per niente. Magari teniamo duro per qualche giorno, ma poi ci ricaschiamo sempre. E' più forte di noi. Intanto che non ha voce in capitolo ne approfittiamo. Quando avrà quindici anni, poi, chissà...
PS: Maria Alberti, detta Dina, per distinguerla dalla cugina Maria Albertina Spadaro, detta Tina. E non potevano chiamarle una Tina e l'altra Maria? Mah, misteri...
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mercoledì 19 marzo 2014
AUGURI PAPA'!!!!
Nga ga la-lalala bruuum brumm dada tao tao ello lo babàààà tutee nga ngaaba bu-bu tata mammaaaa gegè nga ga la-lalala bruuum brumm dada tao tao ello lo babàààà tutee nga ngaaba bu-bu tata mammaaaa gegè tao ello lo babàààà tutee nga ngaaba bu-bu tata mammaaaa gegè nga ga la-lalala bruuum babàààà tutee nga ngaaba bu-bu tata mammaaaa gegè nga ga la-lalala bruuum brumm dada tao tao ello lo babàààà tutee nga ngaaba bu-bu tata mammaaaa gegè tao ello lo babàààà tutee nga ngaaba mammaaaa gegè tao ello lo babàààà tutee nga ngaaba bu-bu tata mammaaaa gegè nga ga la-lalala bruuum babàààà tutee nga ngaaba bu-bu tata mammaaaa gegè nga ga la-lalala bruuumbabàààà tutee nga ngaaba bu-bu tata mammaaaa gegè nga ga la-lalala bruuum babàààà tutee nga ngaaba bu-bu tata mammaaaa gegè nga ga la-lalala bruuum brumm dada tao tao ello lo
("Caro papà,
tanti auguri in questo giorno speciale. E' un anno che ci conosciamo (mese più mese meno) e in questo periodo ho notato con piacere che ti sei applicato molto per colmare le tue lacune. So che non è facile non avendo degli esempi su cui basarti. Ma il tuo lavoro da autodidatta sta dando i suoi frutti. Ho visto finalmente che hai imparato a cambiarmi e lavarmi, anche se con i body e i pigiamini pieni di bottoni perdi ancora un pò del tuo self-control. Mi piace quando mi dai la pappa, mi piace quando ti avvicini con il cucchiaino e io, veloce, volto la testa dall'altra parte e chiudo la bocca. E' un gioco davvero divertente! E quando mi porti tu a passeggio o mi prendi in braccio io mi sento così importante. Sei davvero il papà più magnifico del mondo! Quando poi la sera sono stanca tu mi coccoli sul divano ed io mi appisolo felice sulla tua pancia, come papà orso con il suo orsetto. Non so se hai poi mai notato quanto ci assomigliamo: occhi, capelli, mani e perfino i piedi. Si vede proprio che sono la tua bambina. E pensa che la notte anche io, come te, parlo nel sonno. Non vedo l'ora di fare le scampagnate in bicicletta e, quando sarò più grande, i giri in moto con te. Ti voglio bene papà, perchè sei proprio il più bravo del mondo!" )
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lunedì 17 marzo 2014
MITI DA SFATARE
Chi ha detto che fare shopping con un bambino è impossibile?
Sabato, causa guardaroba da rinnovare urgentemente e approfittando dei super saldi dell'ultimissimo momento, Madame Zazà ha avuto quella che col senno di poi si può definire la regina delle pessime idee, ossia un'allegro pomeriggio di shopping con nana al seguito. E che sarà mai, pensava la sprovveduta, la carico in auto e lei si addormenta; la scarico e la metto sul passeggino e lei continua a dormire. Ed io intanto mi provo quei deliziosi abitini, quelle allegre magliettine colorate che fanno tanto bella stagione.
Tutta proiettata verso il futuro,la meschinella già si vedeva sfilare agghindata tra file di commesse che le facevano mille complimenti su come le calzavano gli abiti e su quanto fosse fortunata ad avere ancora un fisico così dopo la gravidanza. Con gli occhi che ancora brillavano, Madame Zazà scarica coraggiosamente la Ciccetta che, come da previsioni, dormiva placida e bavosa sul seggiolino della macchina. La bimba mugugna il suo disappunto mostrando i denti e liberandosi simultaneamente dell'odioso copricapo. E vabbè, tanto fa caldo e siamo vicini all'entrata. Con passo baldanzoso entra nella galleria commerciale, canticchiando sommessamente "Ci son due coccodrilli...". La piccola nel frattempo si è destata completamente, galvanizzata dalla folla e dalle voci. Madame Zazà punta il suo negozio preferito e veleggia libera e spensierata tra le file di vestiti, guardando qui e pescando là. In un batter d'occhio accumula una pila di roba sul maniglione del passeggino, mentre la bimba fa il pieno di complimenti.
"E ora via, andiamo a provarci questi bei vestiti!" esclama euforica la nostra eroina.
Infilarsi nel camerino con il passeggino è impossibile: o tu o lui. Ma non si può lasciare la bambina fuori da sola e, casualmente, tutte le simpatiche commesse che hanno poco prima dato buffetti e mandato baci alla pargola, si sono misteriosamente dileguate. Con un sospiro, appendi tutti i capi al gancio nel camerino, stacchi la valigia (perchè non si può chiamare borsa una cosa che pesa come minimo 20 kg) e la incastri sotto lo sgabello e poi togli la pupa e la appoggi delicatamente sopra lo sgabello. " Adesso amore tu stai lì buona buona che la mamma si toglie i vestiti" Lei ti guarda con i suoi occhioni e ti sorride. Mentre tenti di sfilarti la maglietta facendo attenzione a non fare cadere la roba appesa, la nana malefica con un colpetto scende dallo sgabello. Tu ti contorci ancora mezza incastrata nel maglione, una manica si impiglie nell'appendi abito mentre tua figlia scosta la tenda e svelta si precipita verso la libertà. In un battibaleno ti reinfili la maglia, spalanchi la tenda, ti catapulti fuori, il piede si incastra nella tracolla della valigia, sbatti violentemente contro un ragazzo che stava entrando nel camerino vicino al tuo, bofonchi delle scuse e scandagli con il tuo mamma-radar il negozio alla ricerca della pargoletta. Lei intanto sta trotterellando tranquilla verso l'uscita, facendo graziosamente ciao ciao con la sua manina agli ignari clienti. Ti tuffi e la raggiungi appena fuori dal negozio e mentre la abbracci in una scena strappalacrime da film....UEEEEEEEEEEEEEEE! L'agghiacciante sirena dell'antitacheggio immobilizza ogni persona nell'arco di 1 km. Sguardi indignati carichi di disapprovazione si puntano su di te. Ti guardi le braccia e scopri con orrore che uno dei vestiti con relativo appendiabito si è incastrato nella tua manica!
Mortificata, rientri con tua figlia in braccio che si divincola come un'anguilla perchè vuole camminare e l'abito ormai lurido e sgualcito. Rossa in viso e pure sudaticcia, recuperi il passeggino e ti appresti a uscire furtivamente dal negozio. Ma l'umiliazione non finisce lì: una commessa, giovane e graziosa, si materializza all'improvviso e ti informa con un sorriso a trentadue denti che purtroppo devi comperare il famigerato vestito, in quanto ormai invendibile. Sbuffando, ti accasci sulla cassa e porgi il bancomat all'odiosa venditrice che ti sussurra il prezzo mentre batte frettolosamente sui tasti. La nana intanto ne approfitta per buttare a terra nell'ordine: una graffatrice, una pila di cataloghi, un portapenne con relative penne e la borsina con il suo malefico contenuto. Con un sorriso ormai tirato la graziosa ragazza ti porge il bancomat e tu, a testa bassa e con le pive nel sacco, ormai definitivamente abbattuta, torni alla macchina. Leghi la Ciccetta al seggiolino. Lei, presa da improvvisa narcolessia, chiude gli occhi e piomba in un sonno profondo. Getti la valigia e la borsa sul sedile anteriore, carichi grugnendo il passeggino nel bagagliaio e parti. Al primo semaforo inchiodi perchè becchi l'onda rossa anzichè quella verde e dalla borsa fa capolino la targhetta del vestito. Ti sfugge l'occhio e ora hai davvero toccato il fondo: non solo ti è toccato acquistare un abito rovinato, ma l'hai pure pagato un prezzo da capogiro, perchè invece che quello in saldo hai preso quello della nuova stagione. E a casa scopri che non hai affatto recuperato la forma fisica pre-parto e nell'abito ci entri solo con una gamba.
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